Caos VAR e Arbitri: Il duro attacco di Paolo Ziliani sui casi Di Gregorio e Svilar scuote il calcio italiano

Fotocollage dei falli commessi dai portieri Di Gregorio e Svilar non sanzionati dal VAR.
Paolo Ziliani e gli episodi pro Roma e Juve 

Il calcio italiano si ritrova, ancora una volta, davanti allo specchio, costretto a fare i conti con i propri demoni. Non parliamo di schemi tattici o di campioni in declino, ma di una questione che sta diventando strutturale: la crisi di credibilità del sistema arbitrale e l'utilizzo, spesso definito "politico" o quantomeno discrezionale, dello strumento VAR.

Il duro affondo di Paolo Ziliani: Di Gregorio e Svilar sotto i riflettori

A sollevare un polverone mediatico è stato l'ultimo intervento del giornalista Paolo Ziliani, da sempre voce critica e fuori dal coro. Al centro della polemica ci sono due episodi che hanno fatto discutere tifosi e addetti ai lavori: le mancate sanzioni ai portieri Di Gregorio (Juventus) e Svilar (Roma).

Nel primo caso, durante la sfida tra Juventus e Pisa, l'uscita del portiere bianconero su Leris ha lasciato interdetti: un tempismo completamente errato che ha portato al travolgimento dell'attaccante senza alcun contatto con il pallone. Nel secondo, il portiere giallorosso Svilar è finito nel mirino per un contatto violento su Ostigard del Genoa, colpito al volto da un pugno nel tentativo (fallito) di smanacciare la sfera.

VAR: Strumento di verità o scudo per l'errore?

La tesi di Ziliani è durissima: il VAR, introdotto con la promessa di eliminare le ingiustizie evidenti, si starebbe trasformando in uno strumento atto a "nascondere" l'errore piuttosto che a correggerlo. Secondo il giornalista, esiste un doppio standard che penalizza sistematicamente i club con meno peso politico, creando un solco tra le "grandi" e il resto della compagnia.

"Il problema arbitrale è diventato un male ineliminabile e non curabile", ha dichiarato Ziliani, puntando il dito contro la gestione della comunicazione dell'AIA e dei vertici arbitrali.

Le contraddizioni della comunicazione (DAZN e Open VAR)

Un altro punto nevralgico della questione riguarda la trasparenza. Se da un lato il format Open VAR su DAZN cerca di spiegare le dinamiche del campo, dall'altro le spiegazioni fornite dal designatore Gianluca Rocchi e dai suoi collaboratori sembrano, agli occhi dei critici, un esercizio di retorica volto a giustificare l'ingiustificabile.

Il rischio è quello di una narrazione che cambia di settimana in settimana: ciò che è "rigore solare" in un turno, diventa "contatto di gioco" in quello successivo. Questa instabilità interpretativa non fa che alimentare il sospetto e la rabbia delle piazze coinvolte, trasformando il calcio italiano in un prodotto difficile da difendere anche all'estero.

Conclusione: Un sistema da rifondare?

In un calcio che cerca faticosamente di restare ai vertici europei, la certezza delle regole dovrebbe essere la base di partenza. Se il VAR smette di essere un occhio imparziale per diventare un elemento di interpretazione soggettiva "a convenienza", il rischio è la disaffezione totale del pubblico. La "morale della favola", per citare Ziliani, è un sistema che sembra incapace di curare le proprie ferite, lasciando spazio solo a polemiche che, purtroppo, non portano mai a una reale soluzione.

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