Eswatini, allarme terrorismo alla cerimonia Incwala: arrestato noto imprenditore, caccia a 20 complici

Operazione di polizia e indagini antiterrorismo nel Regno di Eswatini dopo l'arresto di un imprenditore.
Eswatini, allerta terrorismo

L'Eswatini (ex Swaziland) si trova nel bel mezzo di una tempesta politica e giudiziaria. Nelle ultime ore, le autorità di Mbabane hanno ufficializzato l'arresto di Welile Zweli Dlamini, un noto imprenditore locale di 40 anni, accusato di essere la mente dietro un piano terroristico volto a colpire i partecipanti alla tradizionale cerimonia dell'Incwala, uno degli eventi culturali e simbolici più importanti del Paese.

Il blitz e le accuse: armi, munizioni ed esplosivi

Dlamini, che gestisce un'attività di sistemi di sicurezza e un negozio di abbigliamento nella capitale, è stato fermato a seguito di un'operazione di intelligence della Royal Eswatini Police Service (REPS). Secondo le indagini, l'uomo sarebbe stato trovato in possesso di un vero e proprio arsenale: armi da fuoco, numerose munizioni e un ordigno esplosivo. Le accuse a suo carico sono pesanti e rientrano nel Suppression of Terrorism Act del 2008.

Le autorità sostengono che l'imprenditore stesse coordinando un attacco armato insieme a membri delle Swaziland International Solidarity Forces (SISF), un gruppo clandestino già protagonista delle violente rivolte civili che hanno scosso il Paese tra il 2021 e il 2022.

Caccia all'uomo: la lista dei 20 ricercati

L'arresto di Dlamini non sembra essere che la punta dell'iceberg. La polizia ha rilasciato una lista ufficiale con nomi e foto di 20 uomini, ritenuti complici e attualmente in fuga. Tra i ricercati figurano nomi noti alle cronache locali, come Sifiso Innocent Mahlangu e Phakamani Magagula, ex membro dei servizi correzionali del Re, disertore durante i disordini passati.

Questi individui sono considerati estremamente pericolosi e legati a una serie di reati che spaziano dall'omicidio alla distruzione di proprietà pubblica e privata, con danni stimati in oltre 500 milioni di E presso le infrastrutture governative.

PUDEMO e le reazioni politiche

Il caso ha assunto rapidamente una connotazione politica quando il PUDEMO (People’s United Democratic Movement), il principale movimento di opposizione, ha confermato l'appartenenza di Zweli Dlamini alla propria organizzazione. Il segretario generale, Penuel Malinga, ha dichiarato che il movimento ha avviato indagini interne, pur ribadendo il principio di presunzione di innocenza fino a prova contraria.

Un clima di tensione persistente

Dall'inizio dei disordini del 2021, Dlamini è il 28° uomo arrestato sotto la legge antiterrorismo. La nazione resta in allerta mentre la cerimonia dell'Incwala prosegue sotto stretta sorveglianza. La polizia ha rivolto un appello alla popolazione affinché collabori attivamente per individuare i latitanti, nel tentativo di scongiurare nuovi spargimenti di sangue in un Paese ancora profondamente segnato dalle ferite della guerra civile strisciante.

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