Accesso agli Atti e Nuovo Codice Appalti: La Distinzione tra Art. 36 d.lgs. 36/2023 e Art. 116 c.p.a. secondo il TAR Sicilia
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| Diritto Amministrativo e accesso agli atti |
L'evoluzione del diritto amministrativo in materia di contratti pubblici sta attraversando una fase di profonda ridefinizione procedurale. La recente ordinanza del TAR Sicilia, Sez. I, 21 novembre 2025, n. 2522, si inserisce in questo solco, offrendo chiarimenti cruciali sulla linea di demarcazione tra le tutele acceleratorie del nuovo Codice (d.lgs. n. 36/2023) e il rito ordinario sull'accesso previsto dal Codice del Processo Amministrativo.
Al centro della disputa vi è l'equilibrio tra la trasparenza amministrativa e la tutela della riservatezza dei partecipanti, in un contesto normativo che mira a ridurre drasticamente i tempi del contenzioso. Tuttavia, come sottolineato dai giudici siciliani, la semplificazione non può prescindere dal rispetto delle fasi procedimentali stabilite dal legislatore.
La ripartizione delle competenze: Art. 36 d.lgs. 36/2023 vs Art. 116 c.p.a.
Uno dei punti cardine della pronuncia riguarda l'ambito di applicazione dell'art. 36, comma 4, del d.lgs. n. 36/2023. La norma prevede un meccanismo di accesso automatizzato e celere ai documenti di gara, strettamente funzionale alla fase di aggiudicazione. Tuttavia, il TAR specifica che tale "corsia preferenziale" non è onnicomprensiva.
I casi di omessa o parziale ostensione dei documenti che si verifichino dopo l'aggiudicazione, specialmente a fronte di opposizioni dei controinteressati formulate in tale lasso temporale, esulano dal perimetro dell'art. 36. In queste ipotesi, la tutela del concorrente deve essere ricercata nell'art. 116 del Codice del Processo Amministrativo (c.p.a.).
Questa distinzione è fondamentale per evitare sovrapposizioni processuali. Per approfondimenti sulle dinamiche degli appalti e le ultime novità normative, è possibile consultare le analisi dettagliate disponibili su Pelagatti News, che monitora costantemente l'evoluzione della giurisprudenza amministrativa.
Il differimento dell'accesso e l'inversione procedimentale
Un secondo aspetto di rilievo riguarda l'interpretazione dell'art. 35, comma 3, del nuovo Codice. Il TAR Sicilia ribadisce che il diritto di accesso alla documentazione amministrativa non è assoluto nel quando, ma è subordinato alla conclusione della fase di valutazione da parte della Stazione Appaltante.
Secondo i dati dell'Osservatorio ANAC, l'adozione dell'inversione procedimentale (ovvero l'esame delle offerte tecniche ed economiche prima della verifica della documentazione amministrativa) è aumentata del 15% nell'ultimo biennio nelle procedure aperte, al fine di snellire i tempi di gara. Tale meccanismo rafforza la logica del differimento: se la Stazione Appaltante non ha ancora esaminato i requisiti soggettivi, il concorrente non ha un interesse attuale e concreto alla loro conoscenza.
La formazione progressiva della gara
La gara d'appalto non è un atto unico, ma una sequenza di segmenti valutativi autonomi. Il differimento dell'accesso è coerente con:
- La struttura a formazione progressiva del provvedimento finale.
- La necessità di evitare interferenze esterne durante il processo decisionale della Commissione.
- La protezione del know-how aziendale dei partecipanti fino a quando la loro posizione non è pienamente definita.
Implicazioni per le Imprese e le Stazioni Appaltanti
La decisione n. 2522/2025 chiarisce che il legislatore del 2023 ha inteso creare un sistema di accesso "iper-accelerato" solo per ciò che è immediatamente necessario al ricorso contro l'aggiudicazione. Ogni altra pretesa conoscitiva che sorga al di fuori di questo perimetro rientra nelle regole ordinarie.
Per le imprese, questo significa calibrare con estrema attenzione il timing delle istanze. Per le Stazioni Appaltanti, la sentenza offre uno scudo legale per posticipare l'ostensione di documenti non ancora "maturi" sotto il profilo valutativo, garantendo l'ordine cronologico delle operazioni di gara.
Riferimenti Normativi e Giurisprudenziali
Per una visione d'insieme, si consiglia la consultazione dei testi ufficiali e delle note di commento presso istituzioni autorevoli come il Consiglio di Stato e il portale dell'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione). Questi portali offrono il quadro normativo completo per inquadrare correttamente la portata del d.lgs. 36/2023.
Conclusioni sulla trasparenza negli appalti 4.0
In conclusione, la pronuncia del TAR Sicilia n. 2522/2025 conferma che la trasparenza nel nuovo Codice degli Appalti è un valore strumentale e non un fine assoluto. L'accesso deve essere utile, tempestivo ma mai prematuro, rispettando la scansione logica delle fasi che portano alla scelta del miglior contraente per la Pubblica Amministrazione.






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